febbraio 10

Il bambino che scriveva sulla sabbia © (Alessandro Bon)

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Un bambino tutti i giorni si recava in spiaggia e scriveva sulla spiaggia: “Mamma ti amo!”; poi guardava il mare cancellare la scritta e correva via sorridendo.
Un vecchio triste passeggiava tutti i giorni su quel litorale, e lo vedeva giorno dopo giorno scrivere la stessa frase, e guardare felice il mare portargliela via. Fra sé e sé pensava: “Questi bambini, sono così stupidi ed effimeri.”Un giorno si decise ad avvicinare il bambino, non avrà avuto più di dieci anni, e gli chiese: “Ma che senso ha che tu scriva “Mamma ti amo!” sulla sabbia che poi il mare te la porta via. Diglielo tu che le vuoi bene.”Il bambino si alzò, e guardando l’ennesima scritta cancellata dall’acqua salata disse al vecchio: “Io non ce l’ho la mamma! Me l’ha portata via Dio, come fa il mare con le mie scritte. Eppure torno qui ogni giorni a ricordare alla mamma e a Dio che non si può cancellare l’amore di un figlio per la propria madre.”Il vecchio si inginocchiò, e con le lacrime agli occhi scrisse: “Nora. Ti amo!”; era il nome della moglie appena morta. Poi prese il bimbo per mano e assieme guardarono la scritta sparire.

© Alessandro Bon

 


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Posted 10 febbraio 2014 by Alessandro Bon in category "La persistenza della memoria (La nuova raccolta)

About the Author

Nato a Venezia nel 1975, ama dapprima la scienza, la zoologia e la chimica, finché nel 1995 scrive dopo un periodo turbolento dovuto ad un amore non ricambiato la sua prima lirica, gesto che ripeterà centinaia di volte. All'inizio della sua attività la poesia è vissuta quale valvola di sfogo, poi, decide di trasformarla in un'arte traslando nei propri versi il vissuto altrui. “Non mi sono mai sentito uno scrittore”, – dice spesso, eppure ha già pubblicato tre libri, e avuto riscontri da molti autori e critici prestigiosi. Pubblica nel 2005 il libro: “Gocce d’acqua in un mare di petrolio”, - la prima raccolta poetica, - in cui racconta la sua vita e l’esperienza della psicosi. Una poetica intrisa di dolore e disperazione, ma anche di speranza e di ricerca del "vero io". Nel 2006, dopo una grave crisi dovuta al comparire del Disturbo Bipolare, scrive il suo secondo libro: "Abbiate fede...il domani sarà meraviglioso"; un'autobiografia coraggiosa in cui racconta la sua vita e l'esperienza della psicosi. E' in quell'anno che inizia la sua collaborazione con la Fondazione Alvise Marotta onlus, dove in pochi anni diventa responsabile della redazione della neonata collana editoriale. Dal maggio 2010 collabora per un anno con il giornale on line: "La voce di Venezia", nel quale realizza e gestisce la rubrica "Protagonisti a Nord - Est". Sempre in quel periodo scrive oltre cento poesie, che nel 2010 diverranno la sua terza opera: “In una sera di novembre”. Questa raccolta è stata musicata dal Maestro Giuseppe Marotta, musicista di fama internazionale, già Direttore d’Orchestra per molti anni della “Fondazione Teatro la Fenice”. Nell’Ottobre del 2011 un suo inedito, “Anime gemelle”, è stato presentato dalla poetessa Tatiana Daniliyant alla VIII Biennale di Poesia di Mosca all’interno del progetto: “Poetic Transit Veneto – III” traduzioni di poesia contemporanea veneziana. Assieme alla lirica di Alessandro Bon l’artista Daniliyant ha presentato anche i poeti Mario Stefani, Antonella Barina e Maurizio Zanon.

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